Darwin e le orchidee

A. sesquipedale(vedi link sotto per i crediti).

Angraecum sesquipedale è una pianta endemica delle foreste pluviali del Madagascar conosciuta come orchidea cometa. Questa pianta rappresenta un ottimo spunto per raccontare una storia sull’evoluzione per selezione naturale. Viene anche chiamata orchidea di Darwin, un giusto tributo al naturalista inglese che scrisse l’Origine della specie. Nel Gennaio del 1862 Robert Bateman inviò l’orchidea a Darwin, che stava allora scrivendo un libro sull’impollinazione di queste piante da parte degli insetti, I vari espedienti mediante i quali le orchidee vengono impollinate dagli insetti. Quando il naturalista posò gli occhi su A. sesquipedale, fu sorpreso dalla straordinaria lunghezza dei suoi nettarii tubulari, che stimò essere di circa trenta centimetri. Ecco cosa scrive Darwin a riguardo nel suo libro sulle orchidee.

Questa specie, i cui grandi fiori esameri, simili a stelle formate di candida cera, hanno destato nel Madagascar l’ammirazione dei viaggiatori, non può non essere notata. Sotto il labello pende al basso un nettario verde di straordinaria lunghezza e simile ad una frusta. In parecchi fiori, che mi furono spediti dal signor Bateman, ho trovato nettarii lunghi undici pollici e mezzo, e solo la porzione inferiore fino alla lunghezza di un pollice e mezzo ripiena di nettare. Si può domandare, a quale scopo possa servire un nettario di una lunghezza tanto sproporzionata. Io penso che noi arriveremo a persuaderci, che la fecondazione della pianta è condizionata ad una tale lunghezza e alla presenza del nettare solo nella porzione inferiore. Restiamo stupiti che un insetto qualsiasi possa essere capace di raggiungere questo nettare. Le nostre specie inglesi di Sphingidae hanno proboscidi lunghe quanto il loro corpo; ma nel Madagascar devono esistere farfalle notturne la cui proboscide può essere allungata sino a dieci o undici pollici!

Con il suo genio e la sua fantasia Darwin immaginò che dovesse esistere una falena con una spirotromba di venticinque o ventotto centimetri. Con il termine spirotromba si indica l’apparato boccale dei lepidotteri (farfalle e falene fanno parte di questa categoria), costituisce una vera e propria proboscide che viene utilizzata per succhiare il nettare. La spirotromba non rappresenta solo l’apparato che permette ai lepidotteri di nutrirsi, ma anche lo strumento con cui le piante riescono a farsi impollinare, in quella che prende il nome di impollinazione entomofila. Darwin dimostrò che i lunghi nettarii delle orchidee servivano all’impollinazione facendo un semplice esperimento. Prese un cilindro e lo inserì per tutta la lunghezza del nettario, lo tolse e notò che il polline aveva aderito al cilindro. Quando reinserì il cilindro, i pollini si attaccarono allo stigma, la struttura deputata alla ricezione del polline. Nell’orchidea di Darwin il nettare si trova in fondo al nettario, la falena attirata dalla sostanza zuccherina è costretta quindi ad inserire la spirotromba per tutta la sua lunghezza, massimizzando le probabilità che del polline vi rimanga attaccato. Anche Alfred Wallace credeva che si sarebbe trovata una falena con una spirotromba delle dimensioni predette da Darwin e ciò avvenne alla fine, quando Darwin era già morto purtroppo. La falena a lungo ricercata era proprio quella proposta da Wallace nel 1871. Xanthopan morganii fu trovata nel 1903 dagli entomologi Lionel Walter Rothschild e Karl Jordan, e che incantevole lepidottero era. X. morganii fa parte della famiglia delle Sphingidae. E’ un vero e proprio spettacolo vedere dei membri di questa famiglia aggirarsi con grazia vicino a dei fiori, osservare come la loro spirotromba, inizialmente ripiegata in una sorta di spirale, venga allungata per raggiungere la sostanza zuccherina di cui si nutrono. All’insetto venne aggiunto l’epiteto praedicta in onore della predizione fatta da Darwin quasi 50 anni prima. Questo curioso caso di storia naturale non solo smentisce coloro che denunciano l’inesistenza di qualsiasi capacità predittiva della teoria dell’evoluzione, ma è un esempio perfetto di adattamento e coevoluzione. Insetti e piante sono stati stretti insieme dalle loro necessità per milioni di anni. Generazione dopo generazione l’evoluzione ha portato a quel sistema estremamente efficiente che è l’impollinazione entomofila. La pianta investe energia per produrre il nettare, ma non sono energie sprecate, perché in cambio riceve l’impollinazione, di conseguenza la propagazione dei propri geni alle generazioni successive. Falene con una spirotromba abbastanza lunga da raggiungere il nettare in fondo al nettario aumentano le loro probabilità di sopravvivenza sfruttando una fonte di cibo in gran parte inutilizzata, così la selezione naturale favorisce falene con una spirotromba di venticinque-ventotto centimetri. Piante da fiore e insetti hanno danzato insieme attraverso le ere della storia dell’evoluzione, ed è proprio la comprensione di questa relazione che ha consentito a Darwin di immaginare l’esistenza di Xanthopan morganii praedicta.

PHOTO CREDITS

Xanthopan morganii praedicta: http://www.flickr.com/search/groups/?w=806927%40N20&m=pool&q=angraecum+sesquipedale

Orchidea di Darwin: http://www.flickr.com/photos/scottzona/5083928510/

BIBLIOGRAFIA E LINK

Charles Darwin, I vari espedienti mediante i quali le orchidee vengono impollinate dagli insetti

Gene Kritsky, Darwin’s Madagascan hawk moth prediction

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